Pokémon Go. Il post potrebbe finire qui per molti di voi e per due motivi: l’argomento non vi interessa oppure l’introduzione vi ha fatto ricordare che ci sono creature da catturare e che non state giocando da almeno 16 minuti.

E invece no, proseguiamo. Proseguiamo perché Pokémon Go è arrivato in Italia e sta mangiando velocemente il tempo, lo spazio su smartphone e di conversazione (on e off-line) e soprattutto l’equilibrio mentale di molti.

Su questo ultimo punto bisogna fare una riflessione seria, guardate questo video di 40 secondi che mostra cosa è successo quando Vaporeon, une dei Pokémon più rari del gioco, è apparso a Central Park (New York):


I brand possono sfruttare il fenomeno?

La mia risposta è sì. I marchi possono cogliere l’opportunità e cavalcare la cosa, non tanto entrando nell’applicazione quanto realizzando contenuti rilevanti per le persone appassionate del gioco ed entrando nel flusso di comunicazione che riguarda Pokémon Go. Ovviamente i contenuti realizzati devono avere l’intuizione giusta, un po’ di umorismo ed essere intelligenti. Non è sufficiente aggiungere un hashtag.

Ecco alcuni esempi interessanti:

Offline invece si possono sfruttare le le opportunità che il sistema offre. Si possono ad esempio creare eventi reali in zone “interessanti per l’App”, e attirare la gente verso questi luoghi fisici attraverso l’utilizzo dei moduli esca. Ovviamente l’azione deve essere coordinata e deve essere fatta una comunicazione corretta dell’attività. Il gioco, da solo, non basta.

Voi utilizzate Pokémon Go? Avete esempi interessanti di marketing legato all’applicazione da segnalare?

Ora mi scuserete, ma ho Rattata sulla scrivania e devo catturarlo. Lo faccio per lavoro, lo giuro.

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