APEROL
Strategia digitale – Aperol Spritz
Aperol sta investendo per accelerare la crescita del fenomeno “spritz” in tutta Italia, con un occhio particolare a Internet. Per farlo si è affidata a IAKI, che s'è aggiudicata la gara per realizzare e sviluppare la strategia digitale di Aperol.
Abbiamo chiesto a Sandro Marchetti, amministratore di IAKI, qual è la strategia con cui l'agenzia ha conquistato il cliente e i punti salienti del progetto.
Cosa avete proposto a Campari?
Ci siamo resi subito conto che di Aperol, in particolare dello spritz a base di Aperol, in rete si parlava già in modo molto spontaneo. Da questa osservazione, è scaturita la nostra strategia, molto netta: leggiamo, misuriamo e gestiamo la reputation del brand, preoccupandoci di migliorarla costantemente e di sostenerla con una precisa identity digitale.
Come viene effettuato l'ascolto della rete?
Attraverso un mix, da un lato, di tools tecnologici di raccolta e monitoring dei dati, dall'altro, di metriche e tecniche di valutazione, anche qualitativa. E' un lavoro continuativo, che inizia prima dell'avvio delle attività di comunicazione e continua durante, influenzandone l'evoluzione.
Invece cosa si intende per identity digitale, citata prima?
Spesso le marche in rete usano lo stesso linguaggio che adottano sui media classici. Invece è necessario adattare la propria immagine alle dinamiche, l'utenza, i confini tecnici del mondo digitale. Per questo un punto fondamentale della nostra offerta è stata la creazione di un brandbook di identity digitale, in cui definiamo linee guida grafiche, verbali e sonore, un vero linguaggio della marca in rete.
Quali aree del digitale toccherà il progetto?
I punti cardine dell'operazione, saranno il nuovo sito aperolspritz.it, che stiamo progettando e realizzando da zero; un'intensa attività di social media marketing, in particolare su Facebook; un sito mobile; attività di PR digitali, un programma di WOM e ovviamente tutte le attività di SEO.
Un progetto esclusivamente online, quindi?
Quello che cercheremo di fare in realtà è integrare la presenza nei social media, con la distribuzione territoriale dei consumatori e del trade. In altre parole, cerchiamo di parlare sempre ad un utente reale, con le sue relazioni e frequentazioni locali, stimolando attraverso le attività online continue occasioni di socialità e consumo del prodotto offline.