Ve lo ricordate Twitter? Dai, l’uccellino blu, il social dei 140 caratteri diventati ora 280, quello che ormai nelle social media strategy è quasi sparito dai radar.
Sappiamo che in Italia non è utilizzato come tanti altri social (molto poco ad esempio rispetto a WhatsApp che stravince con il 67% anche su Facebook che, nel 2018, è il secondo servizio web per utilizzo con il 56%, YouTube al 51,8%, Instagram al 26,7% ) e solo il 12,3% degli italiani dichiara di usarlo (percentuale che sale al 24% se si guarda al segmento di giovani tra i 14 e i 29 anni).

Anche noi ne abbiamo parlato nei nostri spazi per l’ultima volta circa 3 anni fa e da allora non è cambiato molto, a parte il numero di caratteri raddoppiato da 140 a 280.

L’uccellino blu di Twitter cinguetta ancora e, nonostante le difficoltà, non ha intenzione di smettere

Ammettiamolo, Twitter ne ha avute parecchie di difficoltà a livello globale e societario, dalle accuse di “shadow banning” durante la campagna USA che ha portato all’elezione di Trump alle continue voci di crolli in borsa e chiusure imminenti causa crescita zero, tutti fattori che hanno contribuito alla sua impopolarità. Aggiungiamoci anche che in casa Twitter sono sempre stati consapevoli di essere meno user friendly degli altri social, tanto che nel 2017 hanno anche girato uno spot per incentivare le iscrizioni e mostrare che il social è semplice da utilizzare. Ma è anche vero che l’utente medio di Twitter si fregia di far parte di una nicchia, dell’élite dei social in cui deve essere conciso e spesso può permettersi punte di ermetismo nei tweet che lo fanno sentire un novello Ungaretti.

Nonostante questi aspetti che ne fanno un social particolare (non si può avere un giro ristretto di interlocutori come per Facebook, si scrive o al singolo o a tutti, non si postano immagini d’effetto come su Instagram e non ci sono le Stories) l’uccellino blu cinguetta ancora e non ha intenzione di smettere.

Twitter: sorvegliato speciale o Social Media di riferimento?

I segnali positivi arrivano da un Q4 del 2018 sereno e da ricavi in crescita di un +24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari a 909 milioni di dollari. Quello che non convince è il calo degli utenti attivi mensili, a quota 321 milioni e in calo del 5% rispetto ai tre mesi precedenti e del 9% anno su anno. Twitter rimane quindi un “sorvegliato speciale”, da tenere sotto osservazione per il futuro, ma da non scartare a priori in una strategia di social media marketing.

Sì, perché anche se sulla carta non sembra essere un social vincente ci sono alcuni settori che hanno fatto di Twitter la propria piattaforma di riferimento.

Un esempio su tutti è quello del mercato editoriale: non è un caso che gli account più seguiti, anche in Italia, siano quelli dei principali siti di news. Per farvi qualche esempio:

Un fatto che non sorprende, visto che Twitter è per antonomasia il social del “live” e dei trending topic (gli argomenti più popolari e chiacchierati del momento).
La fame di informazioni in tempo reale è tanta che i principali broadcast internazionali hanno creato canali preferenziali dedicati unicamente alle Breaking News: a farla da padrone in questo caso sono la CNN (quasi 55 Mln di follower) e la BBC (39 Mln di follower)

Quindi il real time rimane centrale nella strategia Twitter, quello stesso real time che Facebook ancora non è riuscito a centrare con nessuna nuova feature e che Instagram prova ogni giorno a cavalcare con le Stories.

Sarà abbastanza per continuare a salvare l’uccellino blu dall’estinzione?

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