Il contante, le carte di credito e gli assegni stanno lasciando spazio al digital payment che risulta più veloce, immediato e sicuro. Nel mondo in costante evoluzione degli acquisti elettronici potrebbero entrare in gioco anche i social network?

Il digital payment ha trasformato la nostra concezione di shopping, anche su Instagram

Ce lo siamo domandati dopo la recente release di Instagram che ha attivato (solo per i profili aziendali) la funzione Shoppable, ovvero un tag che collega direttamente i prodotti visibili nei post al sito su cui acquistarli (ne avevamo parlato qui). Per utilizzare questa funzione è necessario caricare i prodotti del brand nella vetrina della pagina Facebook che, collegata all’account Instagram aziendale permette di visualizzare i prezzi ed effettuare l’acquisto.
Anche la funzione di acquisto tramite stories ha cambiato la concezione di shopping online. È infatti possibile tramite swipe up o tag atterrare sul sito del brand ed effettuare acquisti. La tendenza generale su Instagram sta premiando l’uso di stories piuttosto che i contenuti feed e questo, sicuramente, è uno stimolo che può far avvicinare maggiormente i brand a questa funzione.
L’80% dei marchi e dei rivenditori afferma inoltre che un ottimo contenuto visivo aiuta a fare scoprire nuovi prodotti e la nuova opzione di acquisto con clic, mixata ad immagini creative e ben realizzate, aiuta gli “spettatori” a diventare clienti.

E se i tag shoppable richiedono ancora una “terza parte” per completare i pagamenti, Instagram sta rilasciando segretamente un’opzione di pagamento nativa testata da alcuni utenti in gran parte ristoranti basata sulle prenotazioni. In caso di esito positivo del test, ciò potrebbe significare che l’intera transazione avverrà direttamente all’interno della piattaforma Instagram, senza passare da PayPal o da un altre piattaforme. I processi semplificati di digital payment, aumentano il volume delle transazioni, quindi i primi utenti dei pagamenti nativi su Instagram potrebbero vedere avere degli ottimi risultati!

Digital payment e social network, una sinergia destinata a stupirci

Il futuro del digital payment riserverà sorprese anche su Facebook? Rimaniamo in attesa di sviluppi legati soprattutto alla funzione Marketplace, in uso presso alcuni utenti ma ancora poco valorizzata.
Il Marketplace è un luogo virtuale di compravendita dove gli utenti possono mettere in vendita la loro merce (soprattutto usata), decidere il prezzo e contattarsi per un incontro o una spedizione.
Ma arriviamo al sistema di pagamento: è completamente autogestito dagli utenti stessi, e non prevede l’intervento di Facebook. Nessuna feature controlla i pagamenti “prestando” solo il proprio spazio per far incontrare venditori e clienti.
Prossimamente Facebook potrebbe creare una “moneta” elettronica dedicata ai suoi utenti e fare circolare denaro anche all’interno dei suoi spazi? Questa implementazione potrebbe fidelizzare ulteriormente gli utenti e permetterebbe anche di spendere denaro all’interno degli spazi stessi: sponsorizzare un post, acquistare degli stickers, etc…
La sinergia tra Digital Payment e social network è quindi solo all’inizio.

Un settore in continua evoluzione: il digital payment è pronto a scavalcare il buon vecchio contante

Attualmente se parliamo di digital payment pensiamo subito a PayPal, uno dei metodi di pagamento elettronici più diffusi e conosciuti, ma non l’unico.
In Italia, ad esempio, abbiamo anticipato i tempi con Satispay l’app di pagamento elettronico che permette anche di inviare soldi ad amici attraverso una semplice azione sul proprio smartphone. Il procedimento è simile a quello di PayPal, ma la vera novità sta(va) nel poter effettuare acquisti anche nei negozi sotto casa, nessuna categoria esclusa. Edicola, farmacia o salumiere possono ricevere denaro “elettronico” attraverso l’app, ma non è tutto. Il venerdì in alcuni negozi si ha diritto all’opzione “Cashback” per cui, acquistando prodotti, si ha un ritorno economico pari al 20% di quello che si è speso. Un’opzione che fa sicuramente gola agli iscritti.

Come dicevamo oltre a PayPal, abbiamo altri esempi di competitor sul mercato. Parliamo ovviamente di Apple Pay, Samsung Pay, Vodafone Pay e Huawei Pay ma anche della neonata Jiffy, di Hype e di Google Pay.
Questo a significare che il settore è in crescita e l’interesse degli investitori è alto.
Entro il 2020, il mercato potrebbe arrivare a superare i 100 miliardi di euro. La stima è dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano: gli acquisti effettuati attraverso lo smartphone sono cresciuti infatti del 65% nel 2017 e superano i 5,8 miliardi (pari a un quarto degli acquisti online complessivi).

E il caro e vecchio contante che fa? Probabilmente se la passa male e vede un futuro non troppo roseo davanti a sé, ma alla fine cosa cambia? Sempre di soldi, soldi (cit.) si tratta.