Post sbagliati e senza senso: errori o colpi di genio?

Mercoledì 31 maggio 2017, ore 12.06 @realDonaldTrump pubblica su Twitter “Despite the constant negative press covfefe

Venerdì 8 febbraio, ore 18.34 @IKEAItalia pubblica su Facebook “hhsdjh

No, non si tratta di una nuova trovata dell’Accademia della Crusca e nemmeno di una parola che vi è sfuggita in quella lezione di lessico inglese al liceo.
Sono stati entrambi errori? Può essere.
Eppure perché ne stiamo parlando? Sappiamo tutti che su Facebook cliccando i tre punti presenti in alto a destra di un post compare l’opzione “Modifica post” oppure “Nascondi dal diario”, mentre su Twitter il post può essere eliminato.
Eppure i due post sono diventati virali e godono di notevole fama. Infatti il tweet di Donald Trump ha ottenuto 6.275 like e 5.087 retweet, mentre il post di IKEA ha raggiunto ben 25.480 reaction, 6.008 commenti e 12.543 condivisioni (conteggiati al momento in cui va online questo post).

Un errore di successo? L’importante è saperlo gestire, anche sui social

Sorge spontanea la domanda: il Social Media Manager di IKEA aveva già iniziato il suo weekend quando ha pubblicato un post senza senso oppure si tratta di una trovata studiata e ben riuscita?
Il Presidente degli Stati Uniti invece era così innervosito dalla costante presenza della stampa nella sua vita che ha sbagliato a digitare un insulto? O si tratta di un modo alternativo per provocare la stampa che tanto odia, senza utilizzare un linguaggio scurrile?

Il risultato è stato in entrambi i casi notevolmente positivo anche grazie alle capacità di gestione dell’imprevedibile successo. Infatti IKEA il giorno successivo si è addirittura pavoneggiata per i risultati raggiunti dal suo post virale, ricondividendolo e sottolineando, con ironia, la semplicità di quello che sembra, a tutti gli effetti, un errore.

Ammettiamolo, come utenti siamo alla ricerca del post sbagliato che ci sorprenda e aspettiamo il momento in cui il brand che seguiamo faccia una gaffe che possa creare scalpore. Oppure che un influencer organizzi un’altra festa di compleanno in un supermercato (con relative polemiche sullo spreco alimentare) per ammirare le reazioni degli utenti e pensare al livello di engagement della pagina che cresce.

Spettatori o artefici per caso: perché un post “sbagliato” potrebbe migliorare il nostro engagement?

Ma se i risultati sul web sono positivi, in termini di interazioni e copertura, e gli utenti, nella maggior parte dei casi, reagiscono positivamente, come mai continuiamo a essere solo spettatori di questi avvenimenti e non invece artefici?
Valutiamo il caso in cui il nostro intento sia quello di intraprendere questa attività.
Se vogliamo creare un post di questo genere il nostro obiettivo dev’essere quello di uscire dagli schermi e trovare la chiave per distinguerci dal panorama social attuale e dal classico piano editoriale che svolgiamo ogni mese.

La prima domanda da porsi è: siamo pronti a svolgere quest’attività?
La pagina che gestiamo si rivolge ad un pubblico che deve essere pronto ad uno stimolo di questo tipo, ad un pubblico attivo e positivo.

Un altro punto fondamentale sono gli obiettivi. Non possiamo intraprendere un’azione social di questo tipo senza avere chiaro in testa qual è il nostro obiettivo.
Vogliamo creare engagement? Lanciare un post virale? Ricevere critiche o complimenti? Chiariamoci le idee, prendiamoci del tempo e se vogliamo procedere crediamoci fino all’ultimo commento!
Sarai tu il prossimo a commettere il “giusto” errore o continuerai a fare lo spettatore?