L’ultima copia cartacea del The Independent uscirà sabato 26 marzo. Da domenica 27 marzo il quotidiano sarà disponibile solamente online diventando a tutti gli effetti “la prima testata nazionale (britannica) a spostarsi verso un futuro solo digitale”.
Come recita l’ultimo numero di The Indepentend on Sunday (la copia domenicale del quotidiano), associando la fine della propria vita su carta stampata all’Earth Hour, l’ora della Terra a cui in tanti nel mondo hanno aderito spegnendo le luci: “Lights Out – Here’s the last print edition of this newspaper, but the news never stops”.

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Alla base della decisione presa da Evgeny Lebedev, che insieme al padre Alexander è proprietario di The Independent, c’è un sostanziale calo di copie vendute: solo 56mila al giorno a dicembre 2015 contro le 166mila del Guardian e gli 1,8 milioni del Sun.

Dopo quasi 30 anni (la prima copia è infatti uscita nelle edicole il 7 ottobre 1986) finisce un’era, ma sappiamo che The Independent è sempre stato all’avanguardia nel panorama editoriale britannico: è stato infatti il primo quotidiano a passare dal broadsheet al tabloid e il primo a creare uno spin-off femminile.

Intendiamoci, la carta stampata non è affatto morta, e il successo di alcuni quotidiani, sempre in terra albionica, lo dimostra. Per citare un esempio, una società votata al digitale come il Trinity Mirror ha di recente espresso il desiderio di creare un magazine cartaceo femminile molto simile a “I”.

Il problema per The Independent sono le vendite, ormai così basse da non interessare più gli investitori pubblicitari. Funzionerà l’esperimento che si sta tentando? Solo il tra qualche tempo si potranno fare bilanci, per ora da The Independent fanno sapere che “L’industria dei giornali sta cambiando e questo cambiamento è guidato dai lettori che ci stanno mostrando che il futuro è digitale”.

Ma la sua visibilità sarà ancora la stessa tra qualche mese, quando il periodo di lettura gratuita finirà e gli articoli saranno disponibili solo a pagamento? Con lo switch sul digitale il direttore Amol Rajan promette di puntare più in alto dal punto di vista qualitativo, il proprietario Lebedev ha poi dimostrato più volte di amare il rischio e le sfide, tutto quindi fa presupporre che sarà una bella avventura.

The Independent riuscirà comunque ad avere sufficienti entrate per pagare i suoi giornalisti? Lo sforzo pionieristico del giornale britannico sarà sotto i riflettori di tutto il mondo del giornalismo.

Nel frattempo il suo esempio sta facendo da apripista anche ad altri quotidiani europei: è il caso dello storico quotidiano El Pais che ha recentemente annunciato, attraverso le parole del suo direttore, di avere come obiettivo quello di diventare “essenzialmente digitale”.
Sfumature lessicali a parte, siamo certi di assistere a una vera rivoluzione.