L’altro giorno mi sono imbattuta nell’articolo di Davide Pozzi, dal titolo “Quanto costa un sito web?”, un pezzo semplice e chiaro per chiunque, addetti o non addetti ai lavori.
Ho letto l’articolo tutto d’un fiato perché, per noi project manager del digitale 3.0, questo quesito fa parte delle 10 grande domande dell’esistenza, alla pari di “Perché viviamo?”, “Cos’è l’amore?” e “C’è la vita dopo la morte?”.

Diversi sono i fattori determinanti, concordo con Davide: in base alle decine di siti che ho visto e condotto alla nascita e alla rinascita (talvolta dalle ceneri) in questi anni, provo a razionalizzare anche io.

Gli step necessari per la creazione di un sito: da che parte cominciare?

Sia che si voglia procedere alla produzione di un sito da zero, che al rinnovo di un sito già esistente, si procederà con le seguenti attività:

  • Analisi del settore di riferimento
  • Analisi dei siti dei competitor
  • Analisi UX e proposta di funzioni
  • Alberatura e organizzazione dei contenuti
  • Produzione wireframe di template
  • Layout grafico
  • Sviluppo tecnico frontend e backend
  • Test e Fine-tuning
  • Project Management

Questo blocco di attività necessarie si dilata o si comprime a seconda della dimensione e profondità di un sito: un sito istituzionale statico richiederà uno sforzo minore rispetto ad esempio ad un e-commerce complesso. Un portale web, invece, richiederà potenzialmente un effort maggiore rispetto ad un sito dinamico di news.

Analisi del sito e customizzazione: tutti i fattori da tenere in considerazione per un sito web

Qualunque sia l’intervento (fare un sito, rifarlo o rinnovarlo) la fase di analisi è comune.
Il web sfreccia velocissimo sotto ai nostri piedi e, se non si impara a correre, si rischia di rimanere molto indietro. Per questo motivo, per ogni intervento importante sul proprio sito, sia anche di sola modifica grafica dell’interfaccia, vale la pena di investire alcuni giorni di pura analisi del trend di mercato e di settore, nonché della user experience per arrivare alla conversione, qualunque essa sia.

Occorre esaminare e catalogare tutto il contenuto e verificarne la fruizione attraverso i tool di analisi (ad esempio Analytics e i suoi diagrammi di flusso di navigazione) per cercare di capire le aree di miglioramento e le nuove tendenze di comportamento sul sito. Vi renderete conto di quanto non conosciate mai a sufficienza i vostri utenti: non a caso, si tratta pur sempre una “relazione”!

In tutto questo, dobbiamo tenere in considerazione due importanti fattori per la costruzione di un sito:

  1. Ormai i clienti sono più o meno digitali e vogliono poter intervenire in autonomia
  2. La possibilità di customizzazione del frontend

Per questo, in fase di creazione, è ormai imprescindibile l’uso di un CMS (rigorosamente open-source) che è completamente personalizzabile e permette, tramite l’editor, di accedere facilmente ai contenuti e attuare con facilità l’intervento voluto.

L’uso di CMS ha diversi ulteriori vantaggi: alleggerisce in parte la produzione tecnica e i relativi costi del sito. Quanto? Ancora una volta dipende. Dalla profondità della customizzazione, dalle necessità di intervento del cliente e dal CMS stesso scelto per il proprio sito. Sì, perché i CMS non sono tutti uguali. Il consiglio però sempre lo stesso: fidatevi dei più conosciuti. WordPress, Drupal, Joomla, Magento, Typo3 sono i più diffusi, i più testati ed aggiornati.

Semplificare per ottimizzare i tempi di produzione di un sito: libertà artistica e atomic design

Al netto delle esigenze di comunicazione e di efficacia del messaggio, per un sito le priorità di oggi sono: velocità di caricamento, responsività totale, qualità e coerenza nella presentazione dei contenuti.

Oggi, la moltitudine di dispositivi in circolazione e la crescente necessità di velocità nel passaggio fra le diverse pagine, ha totalmente cambiato la prospettiva: non è più pensabile lavorare pagina per pagina, si deve procedere per elementi che poi vengono assemblati tra loro per creare, prima il template, poi la pagina.
Questa ulteriore ottimizzazione è possibile solo con una stretta collaborazione e intesa tra reparto art e reparto tech che, come in un balletto, fin da subito si scambieranno materiali, opinioni e ottimizzazioni, nella piena consapevolezza che, alla fine delle danze il sito sarà più veloce e coerente nelle diverse pagine, mantenendo la qualità dell’idea creativa.
Dal momento che alcuni siti hanno qualche decina di elementi, mentre altri addirittura superano il centinaio, il costo non sarà calcolato per pagina, sezione o template, ma soppesando volume e complessità degli elementi in gioco. Semplificare è sempre e comunque la parola chiave dell’ottimizzazione di tempi e costi!

I tre elementi fondamentali (e obbligatori) per la gestione di un sito

Una volta creato il vostro sito, dovrete tenere a mente tre elementi imprescindibili:

  1. La produzione di contenuti: un aspetto molto importante, che potrà essere seguito direttamente dall’azienda cliente oppure essere demandata all’agenzia e al suo Team di Copywriters, SEO friendly.
  2. La consulenza SEO: a meno che il vostro sito non abbia un nome altisonante, diffidate sempre da chi offre questo servizio come facoltativo. SEO significa analisi del posizionamento, delle keyword più utilizzate per raggiungere il sito in modo organico e quindi gratuito, garantendo un posto sicuro nell’Olimpo di tutti i siti.
  3. Last but not least, la basic maintenance: i CMS sono strumenti imprescindibili, abbiamo visto, ma richiedono un minimo di manutenzione tecnica che non può essere sottovalutata. I plugin da aggiornare sono un insidioso esempio, dietro cui si insinuano labirintici bug capaci di mettere a rischio il funzionamento dell’intero sito.

Extra budget: l’importanza di gestire i costi extra per la felicità degli utenti

Tutto ciò che non è stato menzionato è da considerarsi budget extra e facoltativo.
Questi costi possono aumentare in modo considerevole l’effort per la produzione del sito, (fino anche al +50%!) ma spesso fanno parte di un progetto più ampio e a larghe vedute. Prendiamo ad esempio la marketing automation e i chatbot.

In un’era in cui tutte le attenzioni si stanno finalmente spostando sull’utente, è necessario procedere passo passo con lui, in modalità one-to-one: messaggi personalizzati sui canali più performanti, raccolta dati del singolo utente, lettura e utilizzo di questi dati per fornire una tra le più efficaci esperienze dell’utente sul sito. Un utente sarà perciò sempre più guidato verso la conversione, in quanto sarà il sito stesso a dare anticipatamente tutte le risposte evitando eventuali ripensamenti.

In conclusione, la creazione e la gestione di un sito web sono, come in tutti i casi, un investimento che può aiutarvi a raggiungere i vostri obiettivi, rendendo i funnel-bounce più radi, migliorando le conversioni e rendendo gli utenti più felici. Così, anche voi!

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