Il panorama dei social network è in costante espansione, continuano a nascere nuove piattaforme e non sempre è facile orientarsi e scegliere quella più adatta alla propria strategia marketing. Non tutte decollano allo stesso modo e c’è chi fallisce e decide poi di risorgere dalle proprie ceneri, come Bebo. Il suo ritorno potrà delineare un nuovo spazio di sviluppo per la costruzione di strategie di social media marketing internazionale?

Facciamo un passo indietro.
Cos’è Bebo?
Acromino di «blog early, blog often», è stato fondato dai coniugi Michael e Xochi Birch nel 2005. Fino al 2008 è stato uno dei social network più popolari in Gran Bretagna, fino alla cessione ad Aol per 850 milioni di dollari. Nel momento di massima espansione in alcuni Paesi, come ad esempio l’Irlanda, ha persino superato la popolarità di Google.

Bebo è fallito nel luglio dello scorso anno e i fondatori del social hanno deciso di riacquistare il loro progetto, per un milione di dollari.

Il social network non è ancora pronto e, mentre il fondatore Michael Birch fa parlare di sé e di Bebo in modo non del tutto convenzionale (come potrete constatare guardando il video), gli utenti sono invitati a lasciare la propria mail per essere i primi ad esser avvertiti non appena sarà rilasciata la nuova versione.

Quali opportunità potrebbe offrire il rilancio di Bebo?

I fondatori assicurano che, come in passato, sarà un luogo in cui divertirsi e incontrarsi con gli amici, una community dal tono creativo e leggero. Uno dei limiti del primo Bebo era però la scarsa trasversalità nei Paesi data dallo scarso numero di lingue supportate. Ci aspettiamo che ritorni con un’anima internazionale, elemento oggi più che mai fondamentale per avere davvero successo.

Lo spirito provocatorio dei fondatori e la creazione di community e contenuti ingaggianti non bastano più per rilanciare un social network nel 2014. La base per (ri)affacciarsi sullo scenario attuale è infatti un progetto dal respiro internazionale, che guardi a diversi mercati e offra opportunità ad aziende di tutto il mondo.

Un investimento su Bebo potrebbe essere una prospettiva interessante per aziende e brand se, come nella precedente versione, gli utenti avranno la possibilità di indicare quale tipo di pubblicità vogliono visualizzare. Uno strumento di advertising così personalizzato e mirato darebbe l’opportunità agli investitori di parlare a un pubblico che è davvero interessato al contenuto proposto, garantendo così una maggiore efficacia della comunicazione.

E se la piattaforma fosse sviluppata in più lingue rispetto al “vecchio” Bebo? Ancora meglio, diciamo noi. Un’attività su scala internazionale richiederebbe una conoscenza profonda dei vari contesti locali e della loro integrazione sul piano globale, per determinare al meglio i target di riferimento. Il nuovo scenario sarebbe uno spazio perfetto per costruire una strategia di social media marketing internazionale, stando ben attenti agli elementi che hanno bisogno di più cura e attenzione, come ben illustrato da Alessandro su questo blog: attività editoriale, influencer marketing, community management.

Dopo Weibo, insomma, teniamo gli occhi aperti anche su Bebo, pronti a cogliere le opportunità che potrà offrire.

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