Il valore di “fare gruppo”: ecco perché il Community Marketing può rivelarsi un’arma vincente per la vostra strategia

Gestire una pagina Facebook è spesso una sfida difficile per un brand. Accendere conversazioni e fare interagire gli utenti può rivelarsi un’operazione più complicata del previsto.
Come superare questo problema? Con una nuova feature in via di sviluppo? Un tool  di engagement portentoso? Un trucco per aggirare l’algoritmo? No, la risposta potrebbe nascondersi in spazi che esistono da sempre sul social network.

Stiamo parlando dei cari vecchi gruppi Facebook. All’interno di questi “ambienti”, il senso di community e di condivisione di interessi incoraggia gli utenti a sentirsi a proprio agio nello scambiarsi contenuti e commenti a vicenda. È molto probabile, infatti, che gli argomenti delle discussioni siano cari a tutti i membri del gruppo. Quasi come si trovassero in un privé separato dall’affollato locale della newsfeed di Facebook, gli utenti si sentono più incentivati a esprimere la propria opinione, in un’area virtuale che sembra costruita apposta per accogliere la loro “comunità”. E tutti noi sappiamo quanto sia importante oggi lavorare bene sul community marketing nei social network.

Questo valore di confidence che riveste lo spazio dei gruppi (e, avrete immaginato, li rende un campo di osservazione molto interessante per le strategie di digital marketing dei brand) non è sfuggito neanche a Facebook stesso. Infatti, da un paio d’anni, i gestori delle pagine hanno la possibilità di collegare la pagina che amministrano a gruppi Facebook, che passano quindi sotto la loro moderazione. In questo modo si dà a chi amministra una pagina (leggi, un brand) un interessante strumento aggiuntivo per avvicinarsi al proprio pubblico ed entrare nel vivo delle questioni che animano la community.

Un luogo d’incontro per la vostra Community: i gruppi Facebook

Considerato quanto detto fin qui, è facile capire perché i gruppi Facebook possono rivelarsi un prezioso strumento a servizio della strategia di community marketing di un brand. Si tratta infatti di un modo efficace per ascoltare e conoscere la propria audience, leggerne opinioni e commenti, ricavare feedback immediati su questioni e “test” che si possono lanciare all’interno di questo spazio. Il quale, è bene ricordarlo, rimane un ambiente chiuso e sotto l’attento controllo degli amministratori. Il che lo rende un terreno molto meno scivoloso per fail negativi a rischio di viralità incontrollata.

Inoltre, le statistiche mostrano che i gruppi Facebook hanno, per i contenuti che circolano al loro interno, valori di engagement mediamente più alti rispetto a quelli delle pagine pubbliche, che possono correre il rischio di essere percepite come mere “vetrine” di un brand. È facile capire come la possibilità di discutere, da pari a pari, di questioni che appassionano tutta la community sia un forte incentivo per decidere di prendere la parola e farsi coinvolgere nelle conversazioni.

Per il brand che gestisce la propria pagina, dunque, il gruppo Facebook collegato può essere un ottimo modo per offrire alla community di follower un valore aggiunto. Una strada per coinvolgere in modo più diretto l’utente che ha mostrato interesse verso il brand, rendendolo protagonista nel test di nuove idee o nell’approfondimento di alcune tematiche.
Il gruppo Facebook si rivela quindi una risorsa in più per creare un forte senso di community. Questo è un elemento chiave per riuscire a fidelizzare i “super fan” che, particolarmente affezionati al brand, hanno deciso non solo di seguire la sua pagina, ma anche di iscriversi al gruppo (magari incentivati, in questo, dall’offerta di contenuti o promozioni speciali riservate ai membri).

Conoscere a fondo la propria community: ecco come utilizzare al meglio le funzioni dei gruppi Facebook

È chiaro che godere di un accesso così ravvicinato alle opinioni dirette del proprio follower/consumatore è utilissimo per sviluppare strategie ad hoc. Queste potranno infatti colpire direttamente gli interessi e le richieste più forti o, viceversa, individuare e migliorare gli aspetti critici.

Grazie agli Insights del gruppo Facebook, infatti, è possibile monitorare quanti utenti hanno visualizzato e interagito con un post, e di conseguenza valutare il potenziale di interesse di quel contenuto per l’insieme dei propri follower.
Si può anche studiare l’attività dei membri, sapere quanti (e chi) sono quelli nuovi e avere una valutazione in termini di engagement dei contenuti che vengono proposti.

Inoltre, con lo strumento dei sondaggi è possibile raccogliere opinioni in modo diretto e sistematico. Su un gruppo Facebook, si possono creare anche album di foto visibili solo ai membri o creare file che possono essere modificati da più utenti in simultanea, promuovendo così lo spirito collaborativo della community.
Inoltre, le chat di gruppo possono essere sfruttate dagli amministratori per dialogare, in questo caso in modo davvero molto diretto, con una cerchia più ristretta di membri. Anche se necessitano di un maggiore controllo e di una moderazione efficace per evitare che le discussioni diventino caotiche.

Proprio a proposito delle chat, negli ultimi giorni Zuckerberg ha annunciato ufficialmente un nuovo sistema unificato di messaggistica per i profili aziendali. Dalla propria pagina Facebook, un brand potrà gestire l’invio dei messaggi Messenger, Instagram e – in futuro – WhatsApp. La funzionalità sarà completa entro la fine di quest’anno o all’inizio del 2020. Si tratta di una novità importante, che potrà sostenere ancora meglio un’efficace strategia di merging della comunicazione tra i diversi canali social di un brand.

Sfruttare lo spirito della community per incrementare la strategia: iniziamo!

Una volta convinti che la strada dei gruppi Facebook possa essere un supporto valido per  la vostra strategia, non vi resta che scegliere quale impostazione dare loro. I gruppi Facebook possono essere infatti aperti (visibili a tutti, non solo ai membri), chiusi (contenuti e membri sono visibili solo a chi ne fa parte, ma ci si può iscrivere) o segreti (non rintracciabili su Facebook, se non su invito di uno dei membri).

Se amministrato con cura, i gruppi Facebook potranno diventare potenti strumenti a vostra disposizione per monitorare e studiare da vicino il vostro target di riferimento e, in questo modo, fidelizzare i followers e proporre loro contenuti già “testati” per essere coinvolgenti e di successo.

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