Naso all’insù o sguardo dritto? Il modo in cui siamo soliti muoverci tra vie, piazze e palazzi ci fa accedere a esperienze pubblicitarie diverse. Se oggi ci sembra impossibile non notare certe affissioni è perché sempre più spesso queste sono grandi tanto quanto i fianchi dei palazzi.

 

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Cosa potrebbero vedere sempre più spesso le persone in città e dove si stanno facendo vedere i brand? In questo articolo facciamo una passeggiata tra i trend dell’outdoor advertising. Il semaforo è diventato verde, andiamo.

Una volta erano solo le affissioni statiche. Immobili, magari a scroll, su carta. Poi è arrivato il DOOH, il Digital Out Of Home, un modo per farci vivere la pubblicità fuori casa usando un video, magari su più schermi led connessi alla rete che intercettano un target specifico on the go, proprio lì.

Ma quali sono i trend dell’outdoor advertising oggi? Combinare tecnologie sempre più moderne e contenuti coinvolgenti è quello che prova a fare in più modi la comunicazione di marca per arrivare alle persone e produrre effetti.

Outdoor Advertising, i case studies

Il White Paper IAB Italia – l’associazione che rappresenta l’intera filiera del mercato della comunicazione online – riporta che in Italia, l’84% della popolazione adulta si sposta in ambiti urbani, ovvero ci sono decine di milioni di persone potenzialmente esposte al mezzo Out Of Home.

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L’occasione per i brand è di poter creare delle campagne spettacolari e ingaggianti, di grandi dimensioni e fatte solo per gli umani (nel senso che non rischiano di incrociare un BOT, poiché non esiste un “traffico” di sguardi che non sia umano).

Moda e gaming sono due settori che hanno esplorato questa opportunità. Col progetto “Gucci ArtWall” la casa di moda sta trasformando ciclicamente le mura dei palazzi di opere d’arte, collaborando con artisti diversi, in tutto il mondo. Perdetevi tra gli annali di questa iniziativa cercando l’hashtag #GucciArtWall su Instagram.

Altro brand, altra iniziativa per trasformare le mura delle città nel palcoscenico della propria campagna: lo scorso settembre Prada ha realizzato opere d’arte che sono al tempo stesso incursioni in spazi urbani ordinari (per vedere l’effetto scrollate in su, all’inizio dell’articolo).

I brand non sono più in ogni angolo della città, ma ci sono interi scorci di città brandizzati.

Volete vedere ora qualcosa di impressionante?

Piazza San Babila a Milano si è animata con immagini che sembrano bucare lo schermo, ma è solo un effetto 3D. In occasione del lancio del suo ultimo album, il rapper Salmo ha fatto incursione tra i passanti con una pubblicità dall’alto effetto scenografico. Eccola (guardate a destra e sinistra prima di attraversare!):

 

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Per lanciare la collaborazione con Fortnite che consiste in una collezione per il game e una per il mondo reale, la casa di moda Balenciaga ha fatto questo:

Il mondo virtuale si inserisce in quello reale perché sembra andare oltre la cornice fisica dentro cui è ospitato. Un’interessante evoluzione dell’outdoor advertising: effetto wow per un contenuto coinvolgente e altamente instagrammabile.

Per secoli i muri delle città hanno raccontato qualcosa di chi la viveva. Continuano, facendo apparire oggetti, merci e idee, su spazi molto grandi. Anche quando di mezzo non c’è la tecnologia, bastano le dimensioni ad amplificare le emozioni che posso vivere i passanti.

È la leva che abbiamo voluto toccare nello sviluppo dello storytelling offline per l’evento di lancio di FIFA 21 di Electronic Arts, coinvolgendo Jorit, street artist di fama mondiale: 100 mq di muro sono diventati la tela su cui l’artista ha unito i volti di un tifoso milanista e una tifosa interista, le due anime della passione e del futuro calcistico della città.

Allora, continuerete a camminare con lo sguardo dritto oppure col naso all’insù?

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