Era una notte buia e tempestosa. Anzi solo buia. Molto buia. Moltissimo. In quella notte, ora mi viene il dubbio se fosse già notte o solo tarda sera, nacque uno dei migliori esempi di Real Time Marketing.

Ovviamente parliamo di “You can still dunk in the dark” di Oreo, pubblicato durante il blackout del Super Bowl del 2013.

Lo avete perso? Eccolo qui:

Il Real Time Marketing è un nuovo concetto di marketing – più o meno nuovo – utilizzato dai brand che prendono spunto da eventi e conversazioni per creare contenuti. In tempo reale. O quasi.
Le marche possono dare il loro contributo attraverso le conversazioni social anche se i temi non sono strettamente legati (o per niente) alla loro immagine. Il caso di Oreo insegna: il biscotto è intervenuto su un evento da cui era totalmente scollegato.

Questo serve ad allargare l’audience, generare buzz attorno ai marchi e generare conversazioni.
I grandi eventi offrono una grande opportunità per il Real Time Marketing perché sono imprevedibili, hanno un alto numero di persone che li stanno guardando e che ne parlano.
Se il brand è in grado di cogliere l’attimo e di reagire nel momento giusto, con il giusto messaggio: è fatta!

Il real time marketing non deve essere necessariamente instantaneo, le marche possono prendere parte alle conversazioni che stanno prendendo piede, ad esempio usando un hashtag popolare.

Questo l’esempio di Capitan Aquafresh, intervenuto sulla questione dei cookies con l’hashtag #bloccailcookie:

Giusto per fugare ogni dubbio: preparare contenuti su eventi come l’inizio dei Mondiali di calcio, il Natale o l’apertura di Expo 2015 fa parte di un normale piano editoriale, non è real time marketing.

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